Pasqua, la sorpresa è il risparmio

Tra un borbottìo ed un lamento, tra una botta di ripresa e un nuovo tracrollo nella crisi, anche le vacanze pasquali sono ormai arrivate alle porte e tutti non vedono l’ora di ’staccare’ per qualche giorno, così da dimenticare crisi e ogni altra brutta notizia.

In queste poche parole troverete alcune informazioni su come far sì che i pochi giorni di vacanza a disposizione rigenerino il vostro corpo e la vostra mente senza prosciugare però il portafogli. Del resto, anche secondo le indicazioni degli operatori turistici, per gli italiani le imminenti ferie di Pasqua saranno rapide e sostanzialmente low cost.

Insomma, prendiamo un budget medio che si aggiri intorno ai 300 euro pro capite, una durata indicativa del soggiorno attorno alle 2-3 notti di media e diamo inizio alla nostra rassegna. Come già detto diverse volte internet è uno dei migliori mnezzi per poter risparmiare, e organizzarsi per intero una vacanza economica. In questo caso vi consiglio vivamente di scrutare i seguenti portali: Trivago.it qui invece sono disponibili centinaia di offerte relative per ogni categoria e itinerario confrontate tra di loro in modo da trovare il miglior alloggio al minor prezzo; Tripadvisor.it un sito ove potrete trovare tantissime recensioni relative a hotel, b&b, agriturismi e altro e Expedia.it Zingarate.comViaggiandolowcost.it tre portali completi dove è possibile costruirvi la vacanza su misura approfittando di tante offerte disponibili).

Più specifico Tui.it, il portale che permette di acquistare un vacanze (si parla di ’pacchetti ’da sogno’) in tutto il mondo con vere e proprie aste online. Molte offerte presentano prezzi di partenza di un solo euro e spesso l’occasione che dietro all’asta stessa è incredibile. Qualsiasi sarà la vostra meta iniziale, considerate che in alcuni casi un viaggio all’estero può risultare spesso più conveniente della nostra amata penisola. Non a caso, già da tempo, le capitali europee hanno acquistato sempre più interesse per i viaggiatori last minut, che piazzano capitali come Berlino e Istanbul in cima alle proprie preferenze.

Ma se proprio non siete dell’idea e volete a tutti i costi starvene in Italia, allora ecco alcuni spunti interessanti per rilassarsi in economia, Sardegna e Isola d’Elba. In questo caso la soluzione migliore risulterà sicuramente il traghetto e questo perchè al momento la compagnia navale Moby sta promuovendo una speciale tariffa intitolata proprio ’Pasqua in Sardegna’ con prezzi da 83 euro a persona, comprensivi di imbarco dell’auto propria (tariffa valida anche per i SUV). I porti di partenza previsit sono quelli di Civitavecchia e di Livorno, con approdo chiaramente in Sardegna presso il porto di Olbia. Sempre Moby, lancia un’offerta similare per una Pasqua all’Isola d’Elba.

Nono solo, già perché la stessa tipologia di offerta è prenotabile ed acquistabile anche in riferimento ai prossimi ponti di primavera, dunque il occasione del 25 aprile e del 1° maggio. Insomma, che scegliate l’Italia o l’Europa, avete una interessante lista di occasioni, offerte e punti di riferimento in cui potrete trovare la situazione a voi più congeniale a voi e al vostro portafogli.

 

di Marco Mengoli

“Pubblicato in esclusiva su L’Indro e qui pubblicato per gentile concessione”

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Outlet/online

Un tempo si parlava di un certo Maometto e di una famosa montagna, ma soprattutto si discuteva su chi dei due dovesse andare verso l’altro per porre fine ad una disputa millenaria. Bene oggi invece discutiamo di Outlet, una nuova meta di pellegrinaggio verso la quale siamo sempre dovuti andare noi, armati di valigie e automobile. L’Italia ne offre sempre di più in luoghi raggiungibili tramite la rete autostradale e anche quella virtuale. Per vostra conoscenza vi segnalo: OutletMagazine (nata con l’intento di offrire informazioni riguardanti gli spacci italiani appartenenti a diversi settori di vendita); BestOutlet (una guida completa a tutti gli outlet d’Italia, divisi in categorie); In-Outlet (una guida che ha lo scopo di far conoscere al suo lettore le proposte di shopping, per il piacere dell’acquisto, per orientarsi e coglierne le opportunità. All’interno sono inserite le proposte artistiche, culturali e paesaggistiche di un territorio che sempre più attrae); OutletItaliani (una guida allo shopping low cost) e OutletVillage.

Esaurito l’elenco, vorrei passare a parlavi degli Outlet online, strutture molto simili a quelle che già conoscete per averle visitate lungo le autostrade: in questo caso però sono loro a ’raggiungere voi’, comodamente seduti a casa vostra.E’ il caso di ModenaOutlet, un’iniziativa nata da poco, ma che è già in forte espansione e prossima ad avere i propri omologhi nella maggior parte delle città italiane.

Altro non è che una vetrina su internet che permette alle attività interessate di pubblicizzare i propri prodotti per farli conoscere a migliaia di residenti della provincia stessa, aggiornando il database sulle promozioni attivate dal venditore Ma non solo, lo stesso contiene anche una serie di informazioni utili come: manifestazioni in programma sul territorio; il meteo e informazioni utili di carattere generale. Ma soprattutto punta a divenire il portale che l’utente utilizzerà prima di fare acquisti, in quanto troverà all’interno dello stesso un’ampia gamma di informazioni che difficilmente il cliente potrà rintracciare da altri canali.

Un esempio concreto? Se l’utente dovesse cambiare le gomme dell’auto, potrà collegarsi al sito e in un click potrà optare per l’offerta a lui più congeniale. Esiste una comoda newsletter a cui ci si può iscrivere per essere sempre informati e poter beneficiare di sconti e promozioni.

di Marco Mengoli

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Vivere low cost

Oggi, invece di parlare di un tema relativo la mondo del risparmio, parlerò del low cost in quanto tale, cercando di sviscerarne il vero significato letterario e non, la vera vena filosofica e di vita, ma ancora di più dipanandone la vera utilità. L’Italia è un paese particolare in cui le novità spesso fluttuano nell’aria per giorni, settimane, mesi e magari anni sino a quando per un inedita corrente giungono finalmente a destinazione, ottenendo meritata attenzione e sbocciando del tutto. Più spesso accade che per ottenere l’agognata attenzione devono attendere che qualche sponsor VIP o qualche persona le faccia sue mettendole così alla mercé di tutti.

Purtroppo nonostante la forte crisi e l’ormai certa recessione anche le filosofie low cost faticano a trovare il giusto compimento. Da tempo oramai, tre anni o più, con sempre più insistenza Tg, Radio Giornali e Quotidiani parlano di questo fenomeno, della vita a basso costo, al risparmio, ma sempre con una sottile vena di sufficienza, un fenomeno ancora non alla giusta altezza da poter ottenere il giusto spazio e la giusta attenzione. Ancora oggi, nonostante tutto, il low cost non è cool e non fa notizia.

Un paradosso… pensate a San Remo, pensate al tormentone sulle “mutandine” di Belen: “Le ha, non le ha, le ha, non le ha?”. Bene, se la stessa, Belen, due giorni dopo avesse svelato a tutti cosa indossava dicendo: “Sono strapless panty, ovvero un’evoluzione del tanga che permette totale libertà di movimento, ma senza scoprire proprio tutto tutto… vale a dire mutande che oltre a essere sexy sono low cost, sinonimo di qualità e risparmio!beh oggi tutti non farebbero altro che parlarne.

Il fatto è che in molti hanno saputo dell’esistenza di questa filosofia di vita, ma nonostante ciò sono convinti che low cost sia sinonimo di bassa qualità oltre che di basso costo. Lo vedo io di persona ogni qual volta presento il mio libro Una vita low cost. Un vero peccato che i media e le multinazionali siano riusciti nel loro intento di far passare come questo falso messaggi.

Ma vivere a basso costo è una scelta per vivere meglio, rinunciando sì ad alcune cose, ma quelle ritenute effimere ed inutili, cose che oggi acquistiamo solamente per via di pubblicità asfissianti e mode del momento create a puntino in laboratorio. Vivere low cost, vuol dire riprendere in pugno le redini del proprio potere d’acquisto, vuol dire smettere di farsi comandare e tornare a comandare, ma ancora di più vuol dire staccarsi dall’abitudinario per tornare alle origini, ovvero a quando si ponderavano e valutavano le cose, ovvero a quando la qualità, la vera qualità era il primo motivo di scelta, a quando il rapporto miglior qualità col minor prezzo erano l’accoppiata vincente.

Penso che in un momento di crisi come questo sia importante arrivare ad accorgersi di ciò, e smettere di parlare di low cost per iniziare a essere low cost. Perché vivere risparmiando è divertente, fa sentire vivi e utili, fa godere ogni acquisto allo stesso valore e importanza, ma soprattutto riavvicina le persone tra di loro.

Io nel mio libro ho trattato questo argomento in maniera ironica, arrivando a volte addirittura ad esagerare un po’ il vero diario di bordo da cui è nato tutto, ma è una scelta, perché ritengo che l’ironia sia il metodo migliore per avvicinare tutti a questa fantastica opportunità, questa filosofia di vita. L’obiettivo del resto era ed è la speranza che lo stesso crei curiosità, approccio al low cost e dia poi vita all’acquisto di quei tomi da 600 pagine solitamente definiti ’manuali low cost’ utili a giungere passo dopo passo al cambiamento definitivo.

di Marco Mengoli

“Pubblicato in esclusiva su L’Indro e qui pubblicato per gentile concessione”

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Cosa bolle in pentola

5…4…3…2…1… 2012! Da pochi giorni abbiamo fatto tutti questo conto alla rovescia, contornato da mille auguri, speranze eccetera. Ma ormai il 2012 è iniziato e le speranze seppur “le ultime a morire” hanno oramai ceduto il passo alla concretezza. Quindi?

Quindi è venuto il momento di rimboccarsi le maniche, per affrontare un anno che sarà certamente duro e difficile, ma che potrà anche divenire prestare il fianco ad una svolta, svolta che ci potrà portare ad una nuova vita, fatta di più attenzione, meno spreco e consapevolezza, per raggiungere così lo status del consumatore attivo.

Pertanto mi sembra giusto, come primo articolo dell’anno, andare a vedere cosa “bolle in pentola” ovvero quali sono le prime offerte del mercato che si propinano nell’orizzonte più o meno immediato. Inizio dai poliambulatori specialistici privati che tentano di coniugare qualità delle prestazioni con prezzi accessibili. Nuovi ambienti per la cura del fisico hanno aperto i battenti di recente in città come Milano, Firenze e Bologna, ma sono prossimi ad invadere tutte le città (per ora 28 ambulatori in tutta Italia) e questo grazie al successo che stanno ottenendo, un successo costruito su costi bassi e liste d’attesa azzerate. Una via diversa per la salute, sto parlando di MediciperTutti, un progetto del centro medico Ambrosiano, che prevede costi proporzionali al reddito (una Sanità Privata che odora di Pubblico).

Detto ciò passo al secondo argomento, un tema caldo: il carburante. Benzina e gasolio continuano la loro ascesa inesorabile, pertanto va studiata una contromossa efficace. RisparmiarViaggiando è un sistema che segnala i distributori indipendenti. Ultimamente, causa anche l’irrequietezza del prezzo del carburante, le possibilità di scovare il rivenditore più economico sul proprio percorso sono notevolmente aumentate: a conferma vengono le ricerche di Federconsumatori che ultimamente ne ha censiti circa 300. Gli ideatori di PrezziBenzina.it i quali hanno realizzato, nientemeno che una vera e propria GoogleMaps dei distributori reperibile all’indirizzo www.pompebianche.it.

Detto questo, resta importante rammentare alcune regole base per consumare meno, come: circolare a una velocità moderata, regolare manutenzione la propria auto; controllare pressione e stato degli pneumatici, evitare frenate brusche e accelerate repentine, spegnere sempre il motore durante le soste e infine usare il meno possibile il condizionatore.

Se poi, giusto per rimanere in tema, qualcuno dovesse cambiare auto, allora segnalo una freschissima novità, la Dacia Lodgy. Una vettura comoda e spaziosa che offrirà sette posti disposti su tre file di sedili e il cui prezzo dovrebbe aggirarsi sui 18-19 mila euro circa, cifre nettamente inferiori rispetto a modelli della stessa categoria. Troppo? Allora farà al caso vostro una RE 60 una vettura da 1.925 euro del costruttore Bajaj. Insomma, l’auto più economica al mondo che per fine anno irromperà sui mercati indiani e prima o poi ’forse’ anche su quelli internazionali.

di Marco Mengoli

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Chi risparmia a Capodanno…

Il 2011 è stato certamente un anno particolare, specie nella seconda parte, ovvero momento in cui la crisi ha fatto sentire la sua voce in maniera preponderante e con un’eco poi che ancora per un po’ ci terrà vuoto il portafogli. Pertanto, corriamo a bruciare la famosa ’vecchia’ con tanti buoni propositi, propositi di risparmio, di basso costo e nuove idee per un modus vivendi più concreto.A seguire in rassegna un’idea tipo per il Capodanno 2011, dalla A alla Z in puro stile low cost.

Partiamo con la cena. Organizzatela a casa, tra amici, andate tutti insieme a fare la spesa il giorno stesso o qualche giorno prima per i fatti vostri, ma passate poi il pomeriggio del 31 a cucinare assieme, tra un assaggio e un calice di vino il pomeriggio volerà via in allegria e avrete già festeggiato molto meglio di chi ogni anno spende cifre impensabili per andare alla ricerca di chissà quale chimera. Se poi volete dei consigli su cosa poter cucinare spendendo poco vi consiglio i seguenti siti: Ricette LowCost; Senza Soldi; GuadagnoRisparmiando e GustoBlog.

Veniamo ora al tema abbigliamento. L’idea che ritengo più interessante e divertente è di indossare abiti degli amici. Dopo aver cucinato o ancora meglio prima, fate un passaggio a turno a casa degli amici che ceneranno con voi e insieme agli stessi pescate nei loro guardaroba il giusto abbinamento per la serata. In questo modo ognuno avrà la possibilità di indossare qualcosa di nuovo senza però dover sborsare nemmeno un euro. Chissà poi che tra gli indumenti scelti non si abbia poi la fortuna di riceverne uno o più in omaggio dal legittimo proprietario. Altra possibilità può essere quella di partecipare qualche giorno prima ad un party del baratto, in questo caso visitate i seguenti portali per ottenere quante più informazioni potete: Urban Swap Party; Atelier del Riciclo e Swap Club.

Vestiti e saziati, non resta che vivere in compagnia le ultime ore del 2011. Già, ma come? Se concludere l’anno in buona compagnia non vi basta, date sfogo alla fantasia. Puntate sui classici giochi di società o tornate bambini con nascondino e 1, 2, 3 stella…certo detta così vi potrà sembrare un stupidata, ma non potete nemmeno immaginare quanto vi potreste divertire. Nel centro della vostra città potrete di certo ascoltare musica, ridere con qualche comico e brindare al nuovo anno senza spendere soldi. In tal caso, per farvi un’idea di ciò che vi sarà in giro il 31-12-2011 vi consiglio di consultare i seguenti siti: CapodannoEventi e EventiCapodanno o inserire in un qualsiasi motore di ricerca la vostra città tra le parole Capodanno e 2012.

A chi invece vuole una fine e un inizio anno trascorsi in trasferta ma non ha intenzione di ’dissanguarsi’, consiglio vivamente di dare un’occhiata ai seguenti portali. CapodannoEconomico e CapodannoEuropa: da qualche parte qui si nasconde l’occasione che fa per voi. Buon 2012!

di Marco Mengoli

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Un regalo al portafogli

L’altro giorno stavo guardano la TV, come raramente mi capita e mi sono imbattuto in un servizio dove l’intervistatrice domandava alla gente cosa regalerà quest’anno causa la crisi. Bene devo dire che tra tutte le risposte quella che mi è piaciuta di più è stata quella di una persona che ha detto: “Basta il pensiero, perciò… Giusto nu pensierino!”. Condivido.

Ma oggi non voglio parlare di come poter accedere ai regali low cost, anche perché l’ho già fatto qualche tempo fa proprio nell’editoriale intitolato: Basta il pensiero; no oggi voglio parlare di tutti quei trucchi e stratagemmi che possono risultare utili per organizzare le proprie festività in economia. Non solo un modo per risparmiare, ma ancora di più per permetterci di riscoprire un po’ di senso del Natale.

Partiamo per esempio con la carta da regalo. Per evitare di dissipare fortune in carte e fiocchetti è importante conservare e riutilizzare carta e fiocchi dei doni ricevuti. Oppure riutilizzare comuni fogli di giornale, o di vecchi fumetti, si possono anche riciclare pagine di calendari. Sarà divertente abbinare la carta riciclata scelta al regalo in base anche ai gusti di chi poi lo riceverà.

Altra possibilità interessante ed altamente economica, in tema di confezioni-regalo è offerta dalla stoffa. Sto parlando di usare vecchi foulard, sciarpe, guanti, fazzoletti o scampoli di tessuto inutilizzati al posto della già citata carta per realizzare involucri davvero originali, del tutto ecosostenibili e persino eleganti.

Del resto pensate alla carta da regalo… alberi abbattuti solamente per impacchettare doni e che poi verrà strappata con foga, gettando l’involucro nel pattume creando così altra spazzatura. Vi sembra economico? Vi sembra ecosostenibile? Vi sembra logico?

Ma ontinuiamo ora con la creazione e l’addobbo dell’albero.Molto interessante è AddobbiNatalizi.net sito scovato nella rete che per l’appunto ci propone addobbi facili e divertenti da creare. Realizzando così addobbi natalizi che esprimano la tua personalità, il tuo gusto. Ma questo è solo l’inizio, già perché all’interno di Youtube - digitando le formule magiche ’addobbi natalizi’; ’addobbi natalizi fai da te’ o ’natale fai da te’ – troverete tantissimi video da cui imparare piccoli trucchi.

Arriviamo ora all’albero vero e proprio. E già, perché comprati o creati gli addobbi del caso, dovremo per forza organizzarci per scegliere un posto dove appenderli. Allora in questo caso consiglio di unire l’utile al dilettevole. Qualche week end prima di Natale fatevi una gita in campagna o in collina, una passeggiata tra i boschi o in un parco e tenete gli occhi aperti. Così facendo certamente vi capiterà di imbattervi in più di un ramo di medie dimensioni caduto da qualche pino . Bene, dopo ciò fermatevi, caricatelo in macchina e infine portatelo a casa. In questo modo, senza spendere soldi e senza danneggiare la natura avrete il vostro albero di Natale da addobbare, ogni anno diverso dal precedente

Infine parliamo del presepe. In questo caso vi segnalo l’interessantissimo sito LeonPresepi, nato nel 1992 e con una missione ben precisa, quella di costruire presepi lavorando solo con la fantasia e pochi materiali grezzi. All’interno dello stesso ogni “presepista” può attingere a lezioni virtuali (video lezione, lezioni in sequenze fotografiche) su come costruire un presepe e tenersi in contatto con chi nutre il suo stesso amore tramite il forum. Meglio di così…

di Marco Mengoli

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Il tempo non ha prezzo? Mettilo in banca!

Cari e Care rivoluzionari del low cost, in passato ho analizzato diverse opportunità di risparmio e nell’ultima occasione ho addirittura parlato del baratto. Bene oggi voglio trattare un’interessante opportunità… LE BANCHE DEL TEMPO.

Che cosa sono? Sostanzialmente sono, o meglio è un sistema in cui persone di tutte le età e tutti i ceti sociali si scambiano reciprocamente attività, servizi, saperi. Sul sito Associazione Nazionale Banche del Tempo il sistema viene definito così: “libere associazioni tra persone che si auto-organizzano e si scambiano tempo per aiutarsi soprattutto nelle piccole necessità quotidiane”.

Guardando al concreto, aderendo alle stesse si recuperano le abitudini ormai perdute di mutuo aiuto tipiche dei rapporti di buon vicinato. Oppure, oppure si estende a veri e propri sconosciuti l’aiuto abituale che ci si scambia solitamente con famigliari e/o amici. Ma la cosa più bella è che funziona, un po’ come il baratto, quindi senza l’utilizzo di denaro. Ripeto, senza l’utilizzo di denaro. Già perché le Banche del Tempo sono organizzate come veri e propri istituti di credito in cui le transazioni sono però basate sulla circolazione del tempo, anziché per l’appunto del denaro.

Lo so, ora vi starete domandando: “Ma che tipologia di scambi si possono effettuare?”. Dunque, gli associati di solito offrono prestazioni che vanno al di fuori dalla loro attività professionale e riguardano piuttosto la sfera degli hobby e degli interessi personali. Pertanto vi si può veramente trovare di tutto, come fare la spesa, accudire persone anziane e bambini, dare passaggi in auto, sbrigare pratiche burocratiche, preparare pasti, fare piccole riparazioni, aiutare i ragazzi a fare i compiti e via via dicendo. Inoltre è anche possibile mettere in gioco attività ricreative e/o scambi di “saperi”. Ma andiamo nella sostanza!

In pratica chi aderisce specifica quali attività e/o servizi intende svolgere, accende un proprio conto corrente depositando ore, sì avete capito bene ORE, al posto del denaro. Dopodiché, al momento in cui la persona chiederà un servizio ad un altro socio pagherà questo servizio emettendo un assegno per le ore richieste e così se sarà lui a rispondere ad una richiesta di un altro socio si vedrà consegnare l’assegno con le ore che lui ha chiesto per il servizio elargito.

Importante sottolineare che Le Banche del Tempo si fondano su tre fondamentali principi: si dà per avere e si riceve per dare; il valore della prestazione è in tempo e vi è totale parità fra i soggetti.

Detto ciò è importante dire che dette “banche” hanno già diverse filiali sparse in tutta la penisola, (al link potrete consultare la mappa: http://www.associazionenazionalebdt.it/bdt-in-italia.html ) certo scordatevi totalmente l’idea della solita banca in e per i soldoni, perché scoprirete un nuovo mondo fatto di scambi, piacere, sorrisi, disponibilità e molto, molto altro ancora.

Ma non è finita qui, difatti nel web è possibile scontrarsi anche con Tempomat, ovvero un vero e proprio Osservatorio nazionale dedicato alle Banche del Tempo, creato nel 1995 per sostenere e promuovere la diffusione delle Associazioni “Banche del Tempo” in Italia.

Detto, ciò non mi resta che consigliarvi di approcciare l’istituto a voi più vicino, e sono certo che ne troverete un ottimo mezzo per risparmiare, ma anche per attivare amicizie, per migliorare le vostre conoscenze e sicuramente per sentirvi utili con piccole opere di sostegno altrui.

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di Marco Mengoli

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Decesso senza Eccesso

Parlare di morte o funerale, come si sa è un po’ un tabù, ma volente o nolente prima o poi spetta a tutti, perciò ho deciso proprio in questi giorni di parlarne: come sempre trattandone le possibilità low cost.

Come già detto più volte l’arte del basso prezzo non significa necessariamente bassa qualità ma semplicemente nuove vie e nuove abitudini per risparmiare denaro evitando gli eccessi. E certo sarebbe un peccato vivere all’insegna del low cost per una vita e poi morire nell’eccesso, no? Pertanto ecco come potersi organizzare un lontano, quanto più lontano possibile, funerale a basso costo. Del resto lo dicono gli esperti, sulla base di alcune interviste ad operatori del settore, i clienti oggi risparmiano persino sul budget dedicato al funerale con meno fiori e una bara più economica.

Primo grande tassello può essere pertanto la bara, o meglio le bare in cartone ed ecosostenibili, giunte dalla Cina e dall’Argentina. Attenzione però, il cartone che viene utilizzato non è quello marrone da pacco, bensì un particolare tipo di levigato che assume così le sembianze del legno (Anche perché sarebbe brutto essere seppelliti con la scritta ’Handle with care’). Comunque, per farvi un’idea vi consiglio di consultare il sito della ditta RestoBox dove troverete molte informazioni a riguardo. A dirla tutta, si deve ricordare che in Italia questa possibilità era negata, fortunatamente solo fino a poco tempo fa: all’inizio del 2011 a Venezia è stato celebrato il primo funerale con bara di cartone. Oltre alla già sopracitata ditta vi sono alcune realtà italiane, come la Pacart, che propongono lo stesso prodotto.

Andando oltre, affrontiamo il capitolo pompe funebri. Già da qualche hanno in quasi tue le città italiane sono presenti offerte che prevedono un pacchetto all inclusive da € 1200. Per fare un esempio, la ditta OnoranzeFunebriMarelli offre a € 1950 un servizio a basso costo completo sia per l’inumazione che per la cremazione. Ma questo è solo l’inizio perché a Roma, c’è chi fa molto, ma molto di più. Sto parlando delle PompeFunebriLowCost, portale collegato ad una ditta di Onoranze che propone la già citata formula all inclusive a partire da € 1390.

Passiamo poi ai fiori, ecco una spesa che si può decisamente evitare, come anche quella relativa a corone e via dicendo. Piuttosto se proprio ci tenete, opterei per una bella colletta così da poter regalare ai parenti stretti del defunto qualcosa che li aiuti sul serio a riprendersi dal dolore.

Per quanto riguarda eventuali spese come il trasporto, si può per evitare la ditta di onoranze funebri e propendere per l’utilizzo di una macchina già in possesso della famiglia o degli invitati. Infine? Beh inutile dire che l’inumazione ha un costo, un costo non solo iniziale, ma anche di manutenzione (vedi alle voci: tasse; luce; corrente; fiori; spostamenti ecc ecc.) Perciò diventa facile intuire che la cremazione sia la forma più economica per dirsi definitivamente addio, oppure arrivederci.

In questo caso troverete molto interessante il sito Funerali.org un portale che permette di avere molte informazioni dettagliate sulle diverse pratiche crematorie. Non posso poi tacere del portale Cremazione, ovvero il sito della FIC Federazione Italiana per la Cremazione.

di Marco Mengoli

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87° giornata risparmio

E un po’ surreale notare come in giorni come questi, di grande incertezza economica, cada proprio l’ottantasettesima giornata del risparmio, ricorrenza dedicata all’attenzione verso la spesa ed ad un acquisto più consapevole.

Eppure anche l’italiano, che è noto quale popolo risparmiatore, oggi pare essere in crisi, vuoi per colpa della crisi mondiale, ma anche e certamente per un cambio di abitudini, atteggiamenti che ci hanno resi un po’ tutti ’americani. Anche noi oggi spendiamo con poca attenzione, buttiamo prodotti ancora funzionanti per acquisirne altri nuovi e solamente per seguire il mercato. Peccato però che così facendo, nel totale rispetto della teoria dei vasi comunicanti, mentre il portafogli si svuota, le cantine, i solai e i cassonetti si riempiono di oggetti seminuovi ma oramai inutilizzati.

Che dire? Ci vuole una soluzione, o meglio… un cambio di rotta. Come dice il navigatore quando si sbaglia strada: tra cento metri compiere un’inversione a U. Già ci vuole un’inversione di tendenza che ci riporti a vecchie abitudini, come l’utilizzare le cose fino alla loro naturale fine evitando così pre-pensionamenti inutili. Inoltre si deve ri-adottare la filosofia dell’aggiustare e non buttare.

In questo caso è importante riscoprire piccoli alleati come calzolai, riparatori di elettrodomestici, falegnami e tanto altro ancora. Come fare? Tenete gli occhi aperti quando girate in macchina e incanto noterete le piccole botteghe ancora sparse qua e là a cui mai avevate prestato attenzione; per quanto riguarda i calzolai potete visitare il sito Calzolai, per i falegnami il portale Falegnameria, che offrono mappe degli artigiani di settore, sparsi per la nostra penisola.

Questo però è solo il primo passo, già perché in questo modo si possono evitare rifiuti inutili, ma resta il fatto che di tanto in tanto qualche nuovo prodotto ci servirà, vuoi per sostituirne uno oramai inutilizzabile o vuoi per una nuova esigenza… e in tal caso come fare per evitare grandi spese? Riscoprire il baratto. Sì il baratto, da quel meraviglioso passato che non prevedeva lo scambio di denaro.

Del resto, tutti quanti, chi più e chi meno abbiamo soffitte e cantine stracolme di cose e oggetti inutilizzati, pertanto riprendendo questa antica usanza potremo liberare spazi abitativi da cose per noi inutili e scambiarle poi con altri oggetti per noi indispensabili.

Se vi state domandando come fare sappiate che nel web vi sono un sacco di piazze virtuali dedite a questa arte, piazze che ora vi elencherò una ad una, come nei vecchi Intervalli della tv.

Partiamo con Reoose, il primo eco-store in Italia nato per dar vita ad un consumo sostenibile, per acquistare prodotti in maniera consapevole, quelli insomma di cui necessitiamo realmente. In questo caso si attribuisce ad ogni oggetto un valore virtuale in crediti da utilizzare in seguito. Un sito interessante, da frequentare con regolarità per non perdere le offerte migliori

Dopodiché vi parlo di ScambiaTutto, una piattaforma collaborativa indirizzata alle associazioni, ai gruppi di acquisto solidale e a tutti i cittadini che dà la possibilità di mettere in circolo le cose che non sci ervono più, ma che possono essere utili ad altri.

Andando oltre troviamo Zerorelativo, che da subito colpisce con una grafica semplice, ma al tempo stesso accattivante: in questo caso partecipando all’attività di baratto del sito si diviene ’barter’e si possono pertanto donare o prestare i propri oggetti e le proprie cose ad altre persone. E ancora ecco Barattopoli, una vera e propria città dello scambio gratuito che nonostante una grafica complessa risulta facile da usare:difatti dopo una semplice e veloce iscrizione si potrà subito iniziare a barattare cose ed oggetti con altri.

Ultima ma non ultima  LaSettimanadelBaratto, che sostanzialmente si svolgerà dal 14 al 20 novembre. Durante tutta la settimana i B&B affiliati al portale www.bed-and-breakfast.it che aderiranno all’iniziativa si offrono di scambiare un soggiorno di uno o più giorni nella loro struttura in cambio di beni o servizi. Niente male, vero?

Ma non è finita qui perché in più di 300 B&B potrete barattare una o più notti in cambio di beni o servizi per tutto l’anno. Datevi da fare.

di Marco Mengoli

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Acqua Acqua Acqua

Il nostro corpo è fatto per la sua gran parte di acqua, tre quarti del nostro pianeta sono fatti d’acqua, ma nonostante ciò, pare incredibile, ma quest’elemento vitale sta divenendo sempre più scarso nel mondo. Certo è importante dire che in realtà ci è possibile usare solo l’1-2% di tutta l’acqua che vi è nel globo, ma ancora più importante è rammentare, come si fa oramai da anni, quanto sia fondamentale evitarne ogni spreco. Per ragioni economiche e chiaramente per ragioni ambientali. Del resto di metodi per farlo ve ne sono veramente tanti! Si pensi alla doccia a basso flusso, agli aeratori di rubinetto, ai barili per la pioggia, sino alle lavatrici e lavastoviglie efficienti, come ben spiegato all’interno del sito Ecogest.

Insomma, è inutile continuare a nascondersi dietro al solito dito: oggi come oggi non ci sono più scusanti per non essere coscienti. Perciò bando alle brutte abitudini e alla pigrizia, un piccolo investimento per installare gli apparecchi di cui sopra e in poco tempo avrete fatto un ottimo passo verso l’ecosostenibilità e l’acqua low cost. Ma non finisce tutto qui quello che possiamo e dobbiamo fare, anzi vi sono un sacco di piccoli trucchi, che non posso che aumentare il nostro grado di coscienza e il risparmio domestico.

Prima di tutto vorrei parlare del metodo che si può utilizzare nel lavare le verdure e la frutta: abbandonate la vecchia usanza di lavare i vostri ortaggi sotto il rubinetto a getto continuo e provate a farlo riempiendo una pentola a cui aggiungere un po’ di bicarbonato. In questo modo non solo si risparmia acqua, ma la stessa può poi essere riutilizzata per secondi fini. Molte info interessanti al sito SicurezzaDegliAlimenti.

Altro stratagemma è quello del riutilizzare l’acqua del condizionatore. In questo caso, anziché gettarla, potrete usarla per le piante, per i servizi igienici, per lavare biciclette, macchina, motorino e altro ancora.

Passaggio fondamentale, ovvero quello relativo al bicchiere. Sì il bicchiere, perché durante tutto il giorno noi beviamo diversi bicchieri d’acqua e spesso lo facciamo usando, per l’appunto un bicchiere sempre diverso. Bene invece di mettere lo stesso direttamente in lavastoviglie dopo ogni uso, copriamolo con un tovagliolo e riutilizziamo più volte: in questo modo si laveranno meno bicchieri e si risparmierà tempo, detersivo e…acqua.

Continuando parliamo del riutilizzare l’acqua usata per la cottura della pasta e non. Pensate solo per un attimo a quante volte, in una settimana fate bollire l’acqua per la pasta o altri cibi? E ora pensate a quante volte poi, la stessa finisce nel tubo di scarico? Bene, dalla prossima volta, tenetela e riutilizzatela per la prossima zuppa, il prossimo minestrone, o per usi totalmente diversi come lavare i servizi igienici o altro ancora.

Tra le tante, in ultimo non può mancare quella relativa al chiudere ermeticamente i rubinetti e al controllare di tanto in tanto la presenza di eventuali perdite. Anche qui può sembrare scontata come cosa, ma vi assicuro che se molti di noi sono molto diligenti nella chiusura del rubinetto, un’altra parte di persone invece è meno attenta e così goccia dopo goccia l’acqua si spreca in uno spreco economico inutile. Perciò consiglio, come prima cosa, di erudire chi è meno attento di voi e poi, controllare di tanto in tanto tubazioni esterne e/o rubinetti stessi così da intervenire là dove vi possano essere perdite.

Certo, queste sono piccolezze rispetto a quello che possono e devono fare le aziende, che si parli di piccole, di medie o di grandi, ma è comunque un primo passo per migliorarsi e costruirsi un futuro migliore. Non a caso per ridurre l’impatto sull’acqua, vi è un modo significativo e semplice, ovvero sapere quanti litri se ne consumano. Certo vi può sembrare un po’ difficile, ma dopo averci preso vi assicuro che vi stupirete nel vedere quanta acqua sprecavate prima. Che si parli di quella di casa ( potrete farlo confrontando le vecchie bollette con quelle nuove) ma anche di quella da bere (confrontando gli scontrini). A questo punto tocca a voi: di acqua, come si suol dire, ne è passata sotto i ponti, non aspettiamo che finisca del tutto.

di Marco Mengoli

“Pubblicato in esclusiva su L’Indro e qui pubblicato per gentile concessione”

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