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Vivere low cost

Oggi, invece di parlare di un tema relativo la mondo del risparmio, parlerò del low cost in quanto tale, cercando di sviscerarne il vero significato letterario e non, la vera vena filosofica e di vita, ma ancora di più dipanandone la vera utilità. L’Italia è un paese particolare in cui le novità spesso fluttuano nell’aria per giorni, settimane, mesi e magari anni sino a quando per un inedita corrente giungono finalmente a destinazione, ottenendo meritata attenzione e sbocciando del tutto. Più spesso accade che per ottenere l’agognata attenzione devono attendere che qualche sponsor VIP o qualche persona le faccia sue mettendole così alla mercé di tutti.

Purtroppo nonostante la forte crisi e l’ormai certa recessione anche le filosofie low cost faticano a trovare il giusto compimento. Da tempo oramai, tre anni o più, con sempre più insistenza Tg, Radio Giornali e Quotidiani parlano di questo fenomeno, della vita a basso costo, al risparmio, ma sempre con una sottile vena di sufficienza, un fenomeno ancora non alla giusta altezza da poter ottenere il giusto spazio e la giusta attenzione. Ancora oggi, nonostante tutto, il low cost non è cool e non fa notizia.

Un paradosso… pensate a San Remo, pensate al tormentone sulle “mutandine” di Belen: “Le ha, non le ha, le ha, non le ha?”. Bene, se la stessa, Belen, due giorni dopo avesse svelato a tutti cosa indossava dicendo: “Sono strapless panty, ovvero un’evoluzione del tanga che permette totale libertà di movimento, ma senza scoprire proprio tutto tutto… vale a dire mutande che oltre a essere sexy sono low cost, sinonimo di qualità e risparmio!beh oggi tutti non farebbero altro che parlarne.

Il fatto è che in molti hanno saputo dell’esistenza di questa filosofia di vita, ma nonostante ciò sono convinti che low cost sia sinonimo di bassa qualità oltre che di basso costo. Lo vedo io di persona ogni qual volta presento il mio libro Una vita low cost. Un vero peccato che i media e le multinazionali siano riusciti nel loro intento di far passare come questo falso messaggi.

Ma vivere a basso costo è una scelta per vivere meglio, rinunciando sì ad alcune cose, ma quelle ritenute effimere ed inutili, cose che oggi acquistiamo solamente per via di pubblicità asfissianti e mode del momento create a puntino in laboratorio. Vivere low cost, vuol dire riprendere in pugno le redini del proprio potere d’acquisto, vuol dire smettere di farsi comandare e tornare a comandare, ma ancora di più vuol dire staccarsi dall’abitudinario per tornare alle origini, ovvero a quando si ponderavano e valutavano le cose, ovvero a quando la qualità, la vera qualità era il primo motivo di scelta, a quando il rapporto miglior qualità col minor prezzo erano l’accoppiata vincente.

Penso che in un momento di crisi come questo sia importante arrivare ad accorgersi di ciò, e smettere di parlare di low cost per iniziare a essere low cost. Perché vivere risparmiando è divertente, fa sentire vivi e utili, fa godere ogni acquisto allo stesso valore e importanza, ma soprattutto riavvicina le persone tra di loro.

Io nel mio libro ho trattato questo argomento in maniera ironica, arrivando a volte addirittura ad esagerare un po’ il vero diario di bordo da cui è nato tutto, ma è una scelta, perché ritengo che l’ironia sia il metodo migliore per avvicinare tutti a questa fantastica opportunità, questa filosofia di vita. L’obiettivo del resto era ed è la speranza che lo stesso crei curiosità, approccio al low cost e dia poi vita all’acquisto di quei tomi da 600 pagine solitamente definiti ’manuali low cost’ utili a giungere passo dopo passo al cambiamento definitivo.

di Marco Mengoli

“Pubblicato in esclusiva su L’Indro e qui pubblicato per gentile concessione”

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Quanto conta il conto!

In un 2012 in cui si teme per il grande tracollo globale, cercare di investire o più semplicemente ’depositare’ i propri risparmi in maniera intelligente non è poi così difficile come si crede. Oggi un conto corrente può tornare ad essere una fonte di guadagno, seppur minimo, anziché continuare ad essere una spesa e questo grazie alle tanto citate banche online o low cost.

Anch’io del resto tengo oramai da anni un conto corrente online con annesso conto deposito e posso garantire che mi trovo veramente bene. Non ho spese, o meglio: con un po’ di attenzione le mie spese sono da anni pari a zero. In più nel tempo ho visto i mie risparmi godere di tassi d’interesse che hanno oscillato tra il 3% e il 4,5% lordo.

Ai neofiti posso consigliare come primo passo la visita di alcuni siti interessanti che analizzano tutte le possibilità. Tra questi, molto interessante è Labancaonline.com ovvero un grande raccoglitore di articoli costantemente aggiornati che in ogni situazione aiutano l’utente per un parere disinteressato ed imparziale relativo alle banche online. Non solo, anche Finanzaonline.com si dimostra una valida spalla per una scelta ben ponderata e grazie ad un utile forum.

E ora, sbrigate le premesse, vengo a segnalare quelle che sono le principali opportunità in tema di banche online. Parliamo innanzitutto di IngDirect ovvero di una delle più conosciute, la banca più grande del mondo, presente in Italia dall’aprile 2001, che ha come obiettivo principale il rendere semplice e accessibile il complesso mondo bancario. Buon progetto e ottima struttura, e una filosofia aziendale che l’ha portata ad essere oggi al 1° posto tra le banche on line e al 7° tra le banche tradizionali. Altra candidata di sicuro valore è CheBanca, un progetto tutto italiano appartenente al gruppo MedioBanca che ha l’obiettivo di offrire a privati e famiglie solo quello di cui hanno veramente bisogno: risparmio e sicurezza.

Ma non è finita, vi è infatti l’ormai nota BancaMediolanum, che offre anche l’opportunità di essere seguiti personalmente da FamilyBanker in carne ed ossa, si pone e si è sempre posta l’obbiettivo lusinghiero di mettere il cliente ’al centro’.

Infine non posso non citare WeBank, gruppo nato nel 1999 come servizio captive per le banche del Gruppo Bipiemme e divenuto oggi una banca diretta. Questo istituto dedica attenzione a tutti coloro che hanno scelto di intrattenere con la propria banca un rapporto esclusivamente via web. Essa propone infatti alti livelli di sicurezza, l’esperienza di una banca online tra i leader di mercato e una continua innovazione che le consente di fornire i servizi più avanzati.

Il consiglio è di iniziare a prendere sul serio l’idea di abbandonare il vostro vecchio istituto di credito fatto di tornelli di vetro, cassette di sicurezza, addetti incravattati, in favore delle più semplici banche online.

 

di Marco Mengoli

“Pubblicato in esclusiva su L’Indro e qui pubblicato per gentile concessione”

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