Vite senza SilvioB “7″

La Repubblica

Altro quotidiano che, dopo la scomparsa di SilvioB, aveva accusato il colpo era la Repubblica.

Per mesi non sapendo più su chi e cosa scrivere aveva inventato notizie sullo stesso.

Strani avvistamenti, interviste a persone che dichiaravano di averlo notato scalare l’Esselunga stringendo nel pugno Mara C. o di averlo visto camminare sui Navigli.

Ma presto il gioco risultò non funzionare più e così cambiarono rotta.

Iniziarono a stampare a caratteri cubitali sulle pagine domande indirizzate a SilvioB.

Ogni giorno riproponevano inesorabilmente la famosa lista di domande sull’attentato e ogni giorno continuavano a chiedersi come mai lo stesso non si degnasse di rispondere.

Le famose domande erano:

  1. “Perché lei SilvioB non ha schivato il souvenir?”;
  2. “Secondo una nostra stima balistica non è il souvenir che ha colpito lei, ma lei che lo ha colpito e questo per mostrare a tutti di essere molto più brado di testa di Inzaghi. E’ vero?”;
  3. “E’ vero che per entrare in Paradiso ha corrotto San Pietro?”;
  4. “E’ vero che lei ha fatto sollevare dall’incarico San Pietro perché omonimo di un suo vecchio nemico politico?”;
  5. “E’ vero che il souvenir che l’ha colpita era un abuso edilizio condonato dal suo Governo?”;
  6. “Come mai durante l’attentato la sua macchina era parcheggiata in sosta vietata?”;
  7. “Voci dicono che sia stato lei stesso a ingaggiare l’attentatore. Se è vero a quanto ammontava l’ingaggio?”;
  8. “Ci può mostrare la fattura dell’ingaggio?”;
  9. “Si faccia una domanda e si dia una risposta? Ha risposto mentendo, vero?”;
  10. “Perché non è ancora resuscitato?”.

Anche le domande e tutte le sucessive polemiche che scatenarono le stesse non poterono durare allungo.

Così un bel giorno il giornale trasformò radicalmente la sua natura divenendo un’agenzia di investigazioni e più precisamente la: “Repubblica Investigation on Silvio”.

Gli ormai ex redattori furono sguinzagliati nel mondo alla ricerca di tracce, di avvistamenti o quant’altro… Inoltre la Repubblica divenne anche un mensile di avvistamenti alieni ove i redattori cercavano sempre un appiglio per potervi trovare delle relazioni con SilvioB.

Vite senza SilvioB “6″

Il Fatto Quotidiano

Non erano state solamente le persone ad aver risentito della tragedia, ma anche gli organi di stampa avevano accusato il colpo.

Il Fatto Quotidiano, per esempio che da sempre aveva fatto delle sue pagine una dimora della cronaca di vita di SilvioB, dopo il 13 dicembre aveva d’un tratto perso linfa vitale. Sembrava che non vi fossero più idee sul cosa scrivere, sul dove indagare e sul come fare notizia. Per alcuni mesi il quotidiano aveva addirittura chiuso i battenti, ma poi grazie ad un’idea illuminante di un piccolo editore la testata era ripartita.

Ora si chiamava: “Il Fatto Quotidiano di Silvio B.”; ed era un settimanale a fumetti scritto dalla vecchia redazione e disegnato da Vauro, dove ogni settimana si racconta un giorno di vita passato di SilvioB.

In pratica era…

Una specie di viaggio nel passato, ove ogni episodio dell’uomo SilvioB veniva sviscerato e raccontato nei minimi dettagli.

Come quando all’esame di quinta elementare, dove non si era presentato, ma aveva mandato un suo compagno che da grande voleva fare l’avvocato, volevano bocciarlo, mentre il popolo di neonati presente sugli scivoli in cortile manifestava contro le maestre.

Fu una giornata indimenticabile in cui tutto si risolse nei migliore dei modi.

Fu infatti scoperto che le maestre erano mosse dall’odio politico, pertanto comuniste.

Questo permise di sollevarle dall’incarico e grazie ad un interrogazione d’asilo SilvioB fu subito promosso.

Chiaramente le storie erano, come dire… Un po’ vaporose.

Vite senza SilvioB “5″

Pier Ferdinando C. & Walter V. 

Pier Ferdinando C. dopo essersi reso conto che anche con la mancanza di SilvioB per lui non vi era altro che un ruolo marginale nella politica, aveva deciso di cambiare rotta.

Così dopo diversi anni di gavetta su e giù per la penisola era riuscito a diventare Papa.

Sì Papa! Papa Pierferdy I. Dopodiché aveva rivoluzionato diverse cose. Ora lo stato di Santa Romana Chiesa si chiamava UDC: “Universo dei Cristiani””.

Ma non solo, ora i preti si vestivano in giacca e cravatta, dicevano messa con accento bolognese, ma soprattutto dovevano seguire il buon esempio del loro pontefice. Pertanto, per poter confessare, dovevano essere sposati, divorziati e risposati. 

Walter V. invece non aveva preso al volo la possibilità di tornare nella mischia politica, ma anzi si era ancora di più allontanato. Tanto che alcuni anni dopo la tragedia aveva aperto un circolo Arci-Gay a Cuba, con alcuni amici: Piero M. e Nanni M.

Lì Walter V. faceva il barista e leggeva i suoi libri, Piero M. procurava l’intrattenimento a base di Drug Queen e Nanni M. invece proiettava i suoi vecchi film.

Insomma, anche loro, nostante tutto, si erano dati una seconda possibilità, ma tutti rimpiangevano gl’nni in cui, graze a SilvioB potevano cavalcare la cresta dell’onda…

Vite senza SilvioB “2”

Emilio F. & Sandro B.

Dopo il lutto l’Emilio e il Sandro avevano passato giorni di terribile sofferenza, continuavano a starsene sul divano abbracciati, guardando sul mega schermo da 997 pollici le immagini dell’ultimo compleanno di SilvioB, quello in cui i due si erano travestiti da Stanlio & Olio e avevano messo in scena uno sketch in onore dell’uomo che aveva dato nuova luce alle loro esistenze.

Entrambi avevano abbandonato i rispettivi lavori. Emilio aveva detto addio al suo telegiornale e a tutte le sue “meteorine”, mentre Sandro aveva lasciato la politica e la poesia.

Bisogna ammettere che dei loro abbandoni l’Italia ne aveva fortemente risentito… In positivo!

Le rovine di Pompei per la gioia si erano ricomposte e ristrutturate da sole… Un miracolo!

Ma, dopo giorni di pianti, di video al mega schermo i due, ebbero una visione.

Mentre facevano assieme il “bagnetto”, nella vasca di 27 metri con le “paperelle” vere, videro la figura di SilvioB volteggiare in aria e, accompagnato da Mariano A. cantare: “E non dirgli mai che siamo stati a letto per un giorno intero!”.

Piccola parentesi…

Mariano A. non aveva retto al dolore e così pochi giorni dopo la tragedia si era tolto la vita ascoltando per 24 ore di seguito il discorso della scesa in campo di Silvio B.

Chiusa parentesi…

I due rimasero traumatizzati da detta apparizione. Erano convinti che il loro onnipotente avesse voluto dargli un messaggio. Sì ma quale?

L’arcano fu presto svelato.

Dopo ore di riflessioni abbracciati sul divano con un ciupa-ciupa al gusto di comunista in bocca i due se ne andarono a letto, con la speranza che il sonno portasse in dote una risposta alla visione.

E così fu!

La notte stessa entrambi sognarono Villa Certosa, un luogo incontaminato da Dio, una specie di Eden ove ogni specie di donna e ragazza vi poteva scorrazzare indisturbata.

E allora capirono.

La mattina seguente si svegliarono e di comune accordo decisero di vendere la loro casetta di marzapane ove si erano rifugiati e di farsi frati.

I due coniarono l’ordine dei frati Certosini, divenendone i primi adepti.

Dopodiché creato l’ordine si stabilirono nel loro monastero: Villa Certosa.

Là fra Emilio F. si districava nel ruolo di custode e cicerone, mentre fra Sandro B. diceva messa, chiaramente secondo il vangelo di SilvioB.

Il monastero di Villa Certosa divenne subito un punto di grande attrazione, ove ogni anno centinaia di veline, vallette e soubrette vi si recavano per chiedere la grazia.

Infine i due fecero erigere all’entrata dello stesso una statua raffigurante SilvioB intento nel cantare e poco dietro una raffigurante Mariano A. che chiaramente lo accompagnava con la chitarra.

Si narra che nelle notti di luna piena la coppia di statue riprenda vita suonando fino all’alba e che tutto intorno si crei un gran brulicare di gente intenta nel ballare e rendere grazia con riti propiziatori e fecondi.

Dicesi… Bunga Bunga!