Caro Babbo Natale “bis”

Caro Babbo Natale (caro anche perchè istann porti con te l’IMU),

quest’anno sarà un Natale particolare e questo a causa della crisi economica (ma ancora di più culturale) che imperversa nella vecchia Europa.

Pensa quest’anno ho saputo che, causa la crisi, giungeranno solo 2 dei 3 Re Magi e questo perchè uno è in cassa integrazione… Volevano metterci “l’abbronzato” Baldassarre, ma dato che costa meno di contributi hanno optato per Gasparre (quello che portava l’oro) che per sua fortuna sembra abbia già trovato un part time in uno dei tanti Compro Oro sparsi per lo stivale. Gli altri due invece giungereanno regolarmente, ma uno il 6 Gennaio mentre l’altro nel posticipo delle 21.00 del 7 Gennaio in esclusiva su MediasetPremiumHD (per decidere chi dei due giungerà il 6 e chi il 7 si faranno regolari primarie).

Per non parlare poi del bambinello che per riuscire a pagare l’IMU sulla grotta, ha dovuto accettare di indossare per le Feste una maglietta con le date del musical “Jesus Christ Superstar”. Inoltre ho anche sentito dire che quest’anno al posto di Giuseppe, Maria, il Bue e l’Asinello nel presepe ci saranno i giudici di XFactor, al posto delle pecore le Olgettine e al posto dell’Angelo che porterà l’annunciazione della nascita verrà realizzato un Video Messaggio da Beppe Grillo e dal Movimento 5 Stelle (CADENTI).

Insomma Babbo Natale credo che tu abbia capito che queste saranno festività molto particolari, pensa che io a casa ho fatto l’albero senza luci e palle perchè mio padre ha detto che le sue due bastano e avanzano e questo perchè gli girano talmente tanto forte che anzichè due sembrano un centinaio e roteando creano delle falistre che illuminano i rami dell’abete come fosse giorno. Per non parlare poi dei regali ad amici e parenti… Questo Natale mio padre ha deciso che donerà a tutti quelli della famosa lista dei regali una nostra bolletta arretrata ancora da pagare con la speranza che gli stessi abbiano poi voglia di saldarla.

Con questo però non voglio assolutamente dire che quest’anno mancheremo di compiere la nostra buona opera di solidarietà… anzi. Pensa che mamma e papà hanno invitato alla cena della vigilia il Sallusti a cui concederanno di scrivere il menù della cena, di tirare i numeri della tombola e di contestare poi tutte le vincite che si susseguiranno nella serata.

Bene, detto ciò concludo esprimendoti il mio desiderio per questo Natale e per l’anno che verrà…

Dunque mi piacerebbe che tu creassi una bella bolla, sì una bella bolla immobiliare/economica/culturale/esistenziale che racchiuda in sé tutti i falsi/buoni i finto/socialmenteimpegnati e tutte le pecore appartenenti all’allevamento dell’apparire e che poi facessi sì che la stessa prendesse il volo… un bel volo e poi giunta in orbita vorrei che tu la facessi esplodere così che tutta quella bella merda, cada in testa a noi, a noi che da anni la ammiriamo e invidiamo, facendoci così fare un bel bagno… DI MERDA.

Perché ti chiedo questo? Perché credo che solo con un bel bagno nella merda questa società potrà forse un giorno tirare veramente fuori la testa, ripulirsi sul serio e vestirsi di nuovi ideali.

 

 

Caccia al regalo

Eh, eh, eh…

E’ la vigilia di natale e ti svegli con calma, un bel caffè e poi scorrazzi un po’ per la casa…

Casomai guardi fuori, c’è freddo, piove e nel parcheggio del “Centro Commerciale” che si intravede dalla finestra noti più macchine di quante ne avevi mai viste… Nulla di nuovo, è la corsa all’ultimo regalo!

E allora, con soddisfazione discosti lo sguardo, ti incammini verso l’albero e ossevandolo arrivi a poggiare gl’occhi sulla miriade di pacchi che si prostano alle sue radici… L’albero di Natale, la mecca del pensiero natalizio…

Comunque, arrivato lì quasi inconsciamente inizi a fare l’inventario dei presenti e di coloro che li riceveranno.

Una specie di equazione… Parentesi graffa, Mario+Elisa=Tostapane, quadra, Elena-Riccardo+Sara+Antonio=Lettore DVD… E via fino alla somma finale… La somma finale che purtroppo non da zero, ma uno. Uno!

Così come succedeva ai tempi del compito in classe, il calore ti assale e ti senti un morso allo stomaco…

Come se fossi lì difronte alla lavagna con la professoressa che ti ringhia addosso e ti sbava sulla spalla, lì con il gesso in mano e i conti che non tornano. Come non tornano! In che senso? In che senso?

Nel senso che tra l’equazione e l’inventario, tra tutto quello che potresti paragonare vi è solo un risultato. Hai fatto male i conti e manca un regalo all’appello. Oh yes! Manca un regalo… Only one!

A quel punto… Il pensiero vola subito al centro commerciale, ma viene immediatamente tranciato a ghigliottina dall’immagine del parcheggio!

Comuque, volente o nolente non si può restare con le mani in mano… Manca un regalo e si deve rimediare.

Le soluzioni… Ti si sfrombolano d’innanzi come in un quiz televisivo!

Internet? Troppo tardi. Andare in centro? Troppo traffico. Reciclare un vecchio regalo? Esauriti già tutti! Centro Commerciale? Centro Commerciale… L’accendiamo. E non nel senso che hai sempre sperato… Con un lanciafiamme… No! Perciò… Non resta che vestirsi e tuffarsi nel già citato…

Dunque… All’interno la massa umana è paragonabile a quella animale presente sull’Arca di Noè… Vi saranno circa 77° centigradi e più che camminare ti sembra di fluttuare in una condensa umida di sudori, odori e quant’altro.

Nell’aria si respira una frenesia, una tensione tale che se uno potesse racchiuderla in un non so cosa per poi sprigionarla all’interno di un aeroporto affollato… Beh, avrebbe inventato un nuovo tipo di terrorismo!

I ogni modo… Inizia la caccia, tra appendini, camerini, espositori, commessi che sprigionano sorrisi falsi e rarefatti quanto le tette di Nina Moric.

Dopo diversi candidati scartati, quando lo sconforto era quasi giunto al potere riesci finalmente a trovare la cosa giusta.

Carina, nè troppo cara, nè troppo economica. Carina!

La avvinghi a te e come un giocatore di Football americato te la stringi al petto e ti involi verso la cassa.

Paghi, ottieni anche il sacchetto regalo e te ne torni a casa, lasciandoti la scatola di cemento armato ripiena di carne umana alle spalle.

Giunto a casa, riponi il presente nel sacchetto e lo riponi sotto l’albero… Eccolo il dono mancante il figliol prodigo.

Ma soprattutto, soprattutto, cancelli la lavagna e con il tuo gessetto passo, dopo passo risolvi l’equazione fino al risultato: “ZERO!”.

Detto ciò ti prepari al pranzo, alla cena e nuovamente al pranzo, con la speranza che queso “businessXmans” passi velocemente. E lì ti viene in mente una vecchia scena di un film, una scena che, ti rendi conto,  riassume in pieno ciò che tu pensi del Natale.

E’ un vecchio film di Natale, anni novanta, forse uno dei primi film della saga: “Natale alle o Natale in”…

La scena vede una famiglia numerosa seduta a tavola… Nonni, genitori, zii e bambini di ogni età, razza, specie e ceto sociale. L’abbuffatta è quasi finita e tra la confusione generale il “capo-famiglia” il “capo-stipite” richiama il silenzio e con un sorriso ironico fa il suo discorso di Natale che bene o male recita o recitava così…

“Bene che dire… E anche quest’anno il Natale ce lo siamo levati da coglioni!”.

 

Buone Feste